Il governo efficiente delle imprese richiede strategie organizzative diverse
Strategia organizzativa
L’insieme delle modalità di distribuzione dei compiti, delle mansioni, delle funzioni e delle responsabilità tra i vari organi aziendali, attraverso cui la direzione persegue il raggiungimento dei propri obiettivi in relazione alle risorse dell’organizzazione stessa, costituiscono la cultura organizzativa.
Ogni organizzazione esiste per il perseguimento di uno scopo, di una mission, che ne denota la sua esistenza in un certo contesto normativo, politico, economico, tecnologico, sociale.
Il modello burocratico (piramidale gerarchico-funzionale)
Il modello burocratico di organizzazione, basato su un sistema ordinato e circoscritto di componenti che funzionano in modo abitudinario, affidabile e prevedibile, è un modello fondato sull’osservanza della regola, sulla divisione del lavoro, sulla espressione di una linea gerarchica che lega superiori e subordinati e che va dal vertice alla base dell'organizzazione e dove ogni dipendente riceve ordini solo da un superiore. E' un modello basato sulla separazione della pianificazione del lavoro dalla sua esecuzione.
Questo modello ha limitati punti di forza rappresentati esclusivamente dall’ottimizzazione della gestione di produzioni in serie altamente automatizzate. Evidenzia punti di debolezza visto che sviluppa forme organizzative incapaci di far fronte ai mutamenti sociali, favorisce la deresponsabilizzazione e l'indifferenza dei partecipanti, produce scarsa identificazione con l'organizzazione (senso di appartenenza) e limita lo sviluppo delle potenzialità e delle capacità dei dipendenti dei quali nega l'importanza.
Il modello di organizzazione burocratico contrasta vistosamente con i principi di efficacia e di efficienza perchè e questo principalmente l’obiettivo del dipendente è la «sopravvivenza» in una situazione lavorativa che non lo soddisfa e non l'efficienza nello svolgimento del compito che gli è stato assegnato.
Organizzazione per processi e miglioramento continuo
I nuovi modelli organizzativi, interamente progettati da risorse interne all’Azienda, si fondano su modelli d'organizzazione per processi e del miglioramento continuo. La prima caratteristica essenziale di questi nuovi modelli è la semplicità della struttura, che diviene quella di una “lean organization”, un’organizzazione piatta, sostanzialmente articolata su due soli livelli gerarchici, quello del management generale e quello del management operativo.
Meno livelli gerarchici significa soprattutto meno vincoli, meno passaggi intermedi, meno verifiche di carattere formale, e insieme più creatività e tempi ridotti nell’adozione delle decisioni.
Seconda caratteristica qualificante è rappresentata dalla forte autonomia operativa e decisionale e dalla diretta responsabilità delle unità organizzative con riguardo ai risultati conseguiti: per tale motivo esse devono essere dotate di tutte le competenze professionali necessarie alla gestione di ciascun processo di lavoro e devono favorire la realizzazione di una fitta rete di relazionali con altri soggetti da coinvolgere nel raggiungimento degli obiettivi.
terza caratteristica essenziale è quella di un governo dell’organizzazione non più basato su norme e regole di carattere formale, ma sulla condivisione della cultura del miglioramento continuo. Il funzionamento stesso del nuovo modello richiede, infatti, il costante coinvolgimento ed il fattivo impegno di tutti i livelli dell'organizzazione, che sono chiamati a dare il proprio contributo al miglioramento continuo tanto della qualità dei servizi erogati, quanto dello stesso ambiente di lavoro. L’obiettivo è quindi quello di acquisire una nuova mentalità attraverso uno staff altamente professionale che utilizzi moderne tecnologie e una politica di incentivazione economica e quindi, particolare attenzione deve essere riservata al ruolo strategico delle risorse umane
Lean organization:
è un principio organizzativo dell’azienda che ha come obiettivo principale quello di ridurre il divario tra i diversi livelli gerarchici e rendere più snella l’organizzazione del processo decisionale e produttivo. Per raggiungere tale traguardo è necessario - ridurre i livelli gerarchici nell’azienda - responsabilizzare maggiormente i gradi inferiori della struttura aziendale - incentivare il lavoro di gruppo.
Lean production:
Il concetto base della Lean production, applicata per la prima volta da aziende giapponesi, è che la complessità è in sé un costo (vedi spese generali).
Occorre, dunque, riconsiderare in modo globale l’intero processo produttivo, coinvolgendo nel processo decisionale, fin dal primo momento, tutte le funzioni presenti in un’azienda. Questo porta ad una riduzione della complessità nella produzione, resa più flessibile, con conseguente utilizzazione ottimale degli impianti, riduzione dei tempi di giacenza nei magazzini, abbattimento degli errori di progettazione e razionalizzazione delle forniture.
Poiché la lean production si basa su una strettissima integrazione della produzione con le altre funzioni aziendali e su una maggiore attenzione alle esigenze dei consumatori, essa si configura come una scelta ineludibile per ogni azienda che tenda alla qualità totale.
Lean enterprise:
è l’impresa che ha adottato, in tutte le aree operative, un approccio di lean organization o lean production e quindi ha fatto della snellezza operativa, uno dei principi cardine della sua struttura dimostrando un livello di flessibilità maggiore rispetto ad altre realtà imprenditoriali gerarchizzate. Questa impresa si adatta più rapidamente e con più efficacia alle mutevoli sollecitazioni che provengono dal mercato.