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Quando è necessario collegare "a terra" il ponteggio. 1)
Ci sono tre motivi per i quali è necessario mettere a terra il ponteggio, ma come vedremo, la necessità di effettuare questa operazione è meno ricorrente di quello che si crede. Cioò contrasta con l'abitudine di collegare sempre a terra i ponteggi, secondo l'idea per cui è sempre meglio collegare a terra. La professionalità consiste nel conoscere bene la regola dell'arte, ma per conoscere bisogna pensare e pensare è faticoso (e quindi molti non pensano a niente e collegano a terra tutto).
Primo motivo:il ponteggio è una struttura metallica di NOTEVOLI DIMENSIONI situata all’aperto e deve essere protetta contro i fulmini (DLgs 81/08 art 84 e all. IV)
Nota: una struttura metallica è di notevoli dimensioni quando il rischio relativo al fulmine supera quello ritenuto tollerabile dalla norma. Per stabilire se il ponteggio è di “notevoli dimensioni” non è sufficiente misurarlo con il metro o valutarlo ad occhio: è necessario effettuare una verifica che tenga conto delle sue dimensioni, del numero di fulmini anno/kmq per la zona di installazione, della resistività del suolo, della sua posizione geodetica (pianura, collina, montagna). Spesso accade, fortunatamente, che a valle delle verifiche risulti non richiesta la messa a terra di protezione contro i fulmini: se cosi non fosse si dovrebbe realizzare il sistema di protezione contro i fulmini e denunciarlo, a cura del datore di lavoro, all’Asl/Arpa e all’Ispesl, mediante invio di copia della dichiarazione di conformità della ditta installatrice e relativo modulo di accompagnamento.
Da osservare che in genere, per qualsiasi dimensione, i ponteggi che appoggiano su terreni asfaltati (5 cm di spessore) o su strati di ghiaia (15cm), non necessitano mai di collegamento a terra per realizzare la protezione contro i fulmini.
Secondo motivo: il ponteggio è una “massa” e deve essere protetta contro i contatti indiretti.
Nota: Per la norma una massa è una parte metallica di un componente elettrico sottoposta ad andare in tensione per un guasto dell’isolamento principale e che può essere toccata. Il ponteggio diventa una “massa” e quindi va collegato a terra, quando su di esso è installato un apparecchio elettrico non di classe II (doppio isolamento), nemmeno di classe I (singolo isolamento ma con morsetto di terra) e non di classe III (alimentato da sistemi SELV o PELV), ma bensì un apparecchio a singolo isolamento e senza morsetto di terra: tale apparecchio trasforma il ponteggio in una massa e quindi il tratto di ponteggio dove è installato l’apparecchio deve essere collegato a terra.
Terzo motivo: il ponteggio è una "massa estranea"
Nota: il ponteggio costituisce una massa estranea quando la sua resistenza verso terra è inferiore a 200 Ohm e quindi, ai fini dell’equipotenzialità va collegato allo stesso impianto di terra esistente ( o a quello di cantiere), al quale sono collegate le masse: il conduttore equipotenziale deve avere una sezione di almeno 6 mmq. Quando i piedini del ponteggio appoggiano sull’asfalto o sul marmo o sulla ghiaia la sua resitenza di terra supera senz’altro i 200 Ohm. Negli altri casi, in caso di dubbio, si deve effettuare una verifica mediante un misuratore di terra
Osservazioni: in ogni caso non sono mai necessari i ponticelli per assicurare la continuità metallica tra diverse le diverse parti del ponteggio
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